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	<title>KIT digital</title>
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	<description>Leading Provider of Video Asset Management Solutions</description>
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		<title>KIT digital presenta nuove soluzioni per le emittenti televisive all’IBC 2012</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Sep 2012 22:40:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alexandra.Vasilenko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Events]]></category>

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		<description><![CDATA[L’azienda mostrerà il nuovo VOD Store,la più recente soluzione nel settore della Social TV, agli stand 1.D71 e 11.F20 KIT digital (NASDAQ: KITD), azienda leader nel settore dei software per la gestione video e dei servizi a banda larga per i media, mostrerà i propri prodotti e soluzioni alla International Broadcasting Convention (IBC) 2012 che si terrà ad Amsterdam la prossima settimana. Oltre a nuove versioni di software, KIT digital presenterà delle dimostrazioni hands-on che mostreranno tutta la gamma di software e di servizi offerti dall’azienda agli stand 1.D71 e 11.F20 nel RAI Centre di Amsterdam. “Dall’inizio di quest’anno abbiamo continuato a distribuire prodotti del nostro portfolio diretti a soddisfare i bisogni dei nostri clienti nei settori media &#38; intrattenimento, operatori network e imprese. La settimana prossima all’IBC 2012 mostreremo il punto di arrivo di questo lavoro di sviluppo e progettazione, oltre a due nuove versioni di software,” ha dichiarato Mark Christie, responsabile del settore tecnologia. Nuove versioni di software &#8230; <a class="more" href="http://www.kitd.it/2012/09/kit-digital-presenta-nuove-soluzioni-per-le-emittenti-televisive-all%e2%80%99ibc-2012/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’azienda mostrerà il nuovo VOD Store,la più recente soluzione nel settore della Social TV, agli stand 1.D71 e 11.F20</em></p>
<p>KIT digital (NASDAQ: KITD), azienda leader nel settore dei software per la gestione video e dei servizi a banda larga per i media, mostrerà i propri prodotti e soluzioni alla International Broadcasting Convention (IBC) 2012 che si terrà ad Amsterdam la prossima settimana. Oltre a nuove versioni di software, KIT digital presenterà delle dimostrazioni hands-on che mostreranno tutta la gamma di software e di servizi offerti dall’azienda agli stand 1.D71 e 11.F20 nel RAI Centre di Amsterdam.</p>
<p>“Dall’inizio di quest’anno abbiamo continuato a distribuire prodotti del nostro portfolio diretti a soddisfare i bisogni dei nostri clienti nei settori media &amp; intrattenimento, operatori network e imprese. La settimana prossima all’IBC 2012 mostreremo il punto di arrivo di questo lavoro di sviluppo e progettazione, oltre a due nuove versioni di software,” ha dichiarato Mark Christie, responsabile del settore tecnologia.</p>
<p><strong>Nuove versioni di software</strong></p>
<p><strong>Video on Demand (VOD) Store</strong>: KIT digital lancerà una nuova versione del suo VOD Store, un’esperienza frontale modellata per la piattaforma video Cosmos dell’azienda. Il nuovo VOD Store permette ai proprietari di contenuti di creare rapidamente flussi di lavoro e guadagni, potendo così servire endpoint multipli con un singolo processo editoriale. Oltre a un’interfaccia migliorata per l’utente editoriale, il nuovo VOD Store supporta la creazione e la pubblicazione su più canali e gli utenti editoriali e commerciali possono così direzionare i loro contenuti verso dispositivi e aree geografiche diverse. Comprende inoltre un supporto multilingua completo, con lingue RTL ed editing in-context, per far sì che lo staff editoriale possa modificare velocemente le promozioni e gli altri aspetti dell’esperienza dell’utente.</p>
<p><strong>Social Program Guide (SPG)</strong>: KIT Digital mostrerà anche la più recente soluzione per un controllo sociale a distanza e un’esperienza second screen rivoluzionaria. La SPG è un controllo a distanza migliorato trasmesso via iPad, che combina un sofisticato motore di raccomandazioni, contenuti dai social network e una tradizionale guida elettronica ai programmi integrati in un’unica interfaccia. Dopo il suo debutto iniziale al NAB 2012, la nuova SPG supporta la trasmissione di pubblicità integrata a iPad e schermi TV, oltre a un “ad locker” per consentire ai consumatori di avere accesso e interagire con le pubblicità una volta che il programma è terminato.</p>
<p>“Sia il VOD Store sia la SPG sono in cima alla nostra lista di funzioni per la piattaforma Cosmos VCMS, con un sistema di ricezione, pubblicazione e visione senza interruzioni. Facendo leva finanziaria sulla flessibilità di Cosmos e sui nostri team professionali e competenti per la gestione dei servizi, possiamo aiutare i nostri clienti a ricevere offerte innovative come queste per vendere rapidamente. La nostra combinazione unica di prodotti software, esperienza nell’integrazione e nella capacità di gestione dei servizi non ha rivali sul mercato”, spiega il sig. Christie.</p>
<p><strong>Dimostrazioni allo stand</strong></p>
<p>Oltre alle dimostrazioni del VOD Store e di SPG, KIT digital mostrerà tutta la propria gamma di soluzioni di tecnologia video, tra cui:</p>
<p><strong>Multiscreen over-the-top (OTT) Delivery</strong>: Saranno disponibli dimostrazioni di servizi ai clienti su diversi dispositivi, come console, tablet, smartphone, set top box e TV con connessione. Gli interessati potranno testare la tecnologia che KIT digital ha utilizzato per clienti importanti come l’emittente radiofonica e televisiva nazionale irlandese RTÉ, la principale pay TV del Medio Oriente e del nord Africa OSN e le emittenti britannica BSkyB e Channel 4.</p>
<p><strong>Civolution 2Si Automatic Content Recognition (ACR)</strong>: KIT digital ha integrato la tecnologia ACR di Civolution SyncNow nel proprio software Cosmos per la gestione video, che provvederà ora all’interattività second screen per i consumatori dotati di TV non connesse, dette anche “mute”. Gli interessati potranno vedere la dimostrazioni di Cosmos/SyncNow, che lancia una serie di esperienze second screen basate su “impronte digitali” sentite in un video.</p>
<p><strong>Gestione delle risorse video</strong>: KIT digital mostrerà il proprio sistema di gestione delle risorse video Cosmos and Cloud, progettato per accellerare i tempi del cliente sul mercato delle esperienze video irresistibili.</p>
<p>I rappresentanti di KIT digital saranno disponibili per mostrare e dare informazioni su tutti i prodotti software e i servizi dell’azienda presenti negli stand 1.D71 e 11.F20 all’IBC 2012 che si terrà ad Amsterdam dal 7 all’11 settembre.</p>
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		<title>La Social Program Guide di KIT digital candidata per i CSI Awards</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Aug 2012 15:07:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alexandra.Vasilenko</dc:creator>
				<category><![CDATA[In The News]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo orgogliosi di annunciare che la Social Program Guide (SPG) di KIT digital è stata candidata per i CSI Awards nella categoria Best Social TV technology, service or application. La SPG è una soluzione white label e second screen per operatori di rete che si connette a TV, tablet e smartphone per permettere agli spettatori di trovare, vedere e interagire più facilmente con i contenuti desiderati. Si integra ai social network dell’utente tramite la guida progammi elettronica del provider di servizi, permettendo agli spettatori di godersi tutte le funzioni di TV social oltre a poter cambiare canale con un’intuitiva interfaccia singola. Gestita dalla piattaforma Cosmos Video di KIT digital, la SPG può contare anche sul supporto di funzionalità DVR cloud-based, integrazione perfetta con i contenuti video-on-demand, modelli multipli di e-commerce e inserzioni pubblicitarie per monetizzare contenuti avanzati. La SPG è stata presentata alla critica durante l’evento di quest’anno della National Association of Broadcaster. In particolare, quest’anno siamo orgogliosi di essere &#8230; <a class="more" href="http://www.kitd.it/2012/08/la-social-program-guide-di-kit-digital-candidata-per-i-csi-awards/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4626" title="csi_awards" src="http://www.kitd.it/wp-content/uploads/2012/08/csi_awards.png" alt="" width="148" height="148" /></p>
<p><strong>Siamo orgogliosi di annunciare che la Social Program Guide (SPG) di KIT digital è stata candidata per i CSI Awards nella categoria </strong><em>Best Social TV technology, service or application.</em></p>
<p>La SPG è una soluzione white label e second screen per operatori di rete che si connette a TV, tablet e smartphone per permettere agli spettatori di trovare, vedere e interagire più facilmente con i contenuti desiderati. Si integra ai social network dell’utente tramite la guida progammi elettronica del provider di servizi, permettendo agli spettatori di godersi tutte le funzioni di TV social oltre a poter cambiare canale con un’intuitiva interfaccia singola. Gestita dalla piattaforma Cosmos Video di KIT digital, la SPG può contare anche sul supporto di funzionalità DVR cloud-based, integrazione perfetta con i contenuti video-on-demand, modelli multipli di e-commerce e inserzioni pubblicitarie per monetizzare contenuti avanzati.</p>
<p>La SPG è stata presentata alla critica durante l’evento di quest’anno della National Association of Broadcaster. In particolare, quest’anno siamo orgogliosi di essere stati candidati per la decima edizione dei CSI awards celebrati per la prima volta a Londra nel 2003. Ogni anno più di 150 aziende prendono parte alla competizione per riuscire a vincere i premi e ricevere il giusto riconoscimento dall’industry.</p>
<p>L’approccio innovativo della SPG sull’esperienza televisiva in second screen comprende caratteristiche fondamentali tra cui:</p>
<p><strong>Raccomandazioni “social”</strong>: Gli spettatori possono usare la SPG per controllare quali film e programmi stanno guardando o hanno raccomandato i loro amici. Possono anche scoprire contenuti nuovi tramite un particolare motore di raccomandazioni social che offre contenuti interessanti a seconda degli input dell’utente e delle raccomandazioni provenienti dai social network, considerando le abitudini dello spettatore e le critiche dei professionisti.</p>
<p><strong>Visualizzazione asincrona dei commenti “social”</strong>: Sebbene gli spettatori vogliano condividere i commenti in tempo reale, le diverse abitudini fanno sì che gli amici non stiano sempre guardando qualcosa nello stesso momento. La SPG si adatta a questo comportamento immagazzinando commenti per pubblicarli mentre lo spettatore sta guardando, evitando spoiler e permettendo agli utenti di godersi l’esperienza come se la stessero vivendo con i loro amici.</p>
<p><strong>Pubblicità interattiva</strong>: La SPG aumenta l’efficacia della pubblicità tramite interazioni e  personalizzazioni innovative . Permette anche a chi compra spazi pubblicitari di fare maggiore leva economica grazie al second screen.</p>
<p><strong>Supporto identificativo multiplo</strong>: Vedere la TV è un’esperienza comune e le TV sono condivise all’interno di case e famiglie. Tuttavia, ogni singolo spettatore in una casa ha di solito la propria rete di conoscenze e amicizie e ha bisogno di connettersi facilmente a esse. La SPG viene incontro a questa necessità con account multipli per gli utenti e accesso simultaneo da parte di utenti diversi, permettendo a tutti di avere un’esperienza second screen personalizzata guardando però lo stesso “first screen” tutti insieme.</p>
<p><strong>Integrazione con i video-on-demand</strong>: L’integrazione video-on-demand è una caratteristica fondamentale della SPG, dato che consente agli utenti di condividere, recensire, interagire, ricevere raccomandazioni e comprare contenuti video-on-demand dal proprio provider.</p>
<p>Per vedere la SPG in azione, si può visitare il nostro stand D71 nella Hall 1 dell’IBC ad Amsterdam dove si può vedere la demo o parlare con uno dei nostri esperti.</p>
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		<title>Il debutto della “Second Screen Society”</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jul 2012 09:34:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alexandra.Vasilenko</dc:creator>
				<category><![CDATA[In The News]]></category>
		<category><![CDATA[Partners]]></category>
		<category><![CDATA[Technology]]></category>

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		<description><![CDATA[La scorsa settimana ha visto il lancio della ormai tanto attesa “Second screen society”. La società mira “ad accelerare la creazione, la produzione e l’adozione di contenuti, applicazioni, dispositivi e sistemi di distribuzione nell’ambito del “Second Screen Engagement Ecosystem”. Inoltre, porrà l’accento sull&#8217;istruzione e sulla creazione di standard che regolino questo settore. KIT digital è orgogliosa di essere tra i membri del comitato consultivo che hanno fondato il progetto, insieme a, tra gli altri, Twentieth Century Fox, Zeebox, Civolution, e Red Bee. La Society ha identificato i cinque tratti principali che devono caratterizzare la Second Screen Experience e che essa vuole appoggiare: Semplice – semplificare l’API (interfaccia di programmazione di un’applicazione) e favorire l’integrazione dei servizi web tra le applicazioni, le smart TV, i tablet, i cellulari e le set-top box, permettendo agli utenti di trasferire i contenuti da un second screen allo schemo principale. Sociale – agevolare l’integrazione delle applicazioni social e dei servizi web nelle smart TV, set-top &#8230; <a class="more" href="http://www.kitd.it/2012/07/il-debutto-della-%e2%80%9csecond-screen-society%e2%80%9d/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4550" title="2nd screen society" src="http://www.kitd.it/wp-content/uploads/2012/07/2nd-screen-society.png" alt="" width="200" height="108" /></p>
<p>La scorsa settimana ha visto il lancio della ormai tanto attesa <a href="http://www.2ndscreensociety.com/our-mission/" target="_blank">“Second screen society”</a>. La società mira “ad accelerare la creazione, la produzione e l’adozione di contenuti, applicazioni, dispositivi e sistemi di distribuzione nell’ambito del “Second Screen Engagement Ecosystem”.</p>
<p>Inoltre, porrà l’accento sull&#8217;istruzione e sulla creazione di standard che regolino questo settore. KIT digital è orgogliosa di essere tra i membri del comitato consultivo che hanno fondato il progetto, insieme a, tra gli altri, <a href="http://www.foxmovies.com/" target="_blank">Twentieth Century Fox</a>, <a href="http://zeebox.com/uk/tv/home" target="_blank">Zeebox</a>, <a href="http://www.civolution.com/" target="_blank">Civolution</a>, e <a href="http://www.redbeemedia.com/" target="_blank">Red Bee</a>.</p>
<p>La Society ha identificato i cinque tratti principali che devono caratterizzare la Second Screen Experience e che essa vuole appoggiare:</p>
<p><strong>Semplice</strong> – semplificare l’API (interfaccia di programmazione di un’applicazione) e favorire l’integrazione dei servizi web tra le applicazioni, le smart TV, i tablet, i cellulari e le set-top box, permettendo agli utenti di trasferire i contenuti da un second screen allo schemo principale.</p>
<p><strong>Sociale</strong> – agevolare l’integrazione delle applicazioni social e dei servizi web nelle smart TV, set-top box e applicazioni second screen.</p>
<p><strong>Senza interruzioni</strong> – promuovere un approccio comune alle risorse video digitali e introdurre l’identificazione con “lucchetto digitale” per dare agli utenti la possibilità di usufruire dei contenuti digitali di loro proprietà attraverso molteplici distributori digitali.</p>
<p><strong>Stimolante</strong> – incoraggiare la collaborazione nell’ambito di questo settore e una maggiore integrazione dell’offerta di contenuti supplementari grazie ad applicazioni terze che supportino il marchio dello show/film/evento sportivo o live.</p>
<p><strong>Scoperta</strong> – promuovere la collaborazione tra i fornitori di servizi video, i fornitori di servizi di metadati e i creatori di contenuti.</p>
<p>Inoltre, la Society organizza <a href="http://www.2ndscreensummit.com/nyc/" target="_blank">il Second Screen Summit</a>. Il summit più recente si è tenuto a New York la scorsa settimana, e in serata KIT digital ha allestito un piccolo <strong>Salon Dinner</strong> all’hotel Ink48 per i dirigenti dell’industria televisiva, gli analisti e i giornalisti. A ogni tavolo era assegnato un moderatore e un argomento di dibattito sul futuro della televisione. La prossima settimana vi daremo un resoconto di questo momento di confronto.<em> </em></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4549" title="view from summit" src="http://www.kitd.it/wp-content/uploads/2012/07/view-from-summit.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p><em>La vista dal Salon Dinner di KIT</em></p>
<p><strong>Scritto da <a href="http://www.kitd.com/author/alan-wolk/" target="_blank">Alan Wolk</a></strong></p>
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		</item>
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		<title>I consumatori sono davvero consapevoli di ciò che vogliono?</title>
		<link>http://www.kitd.it/2012/07/i-consumatori-sono-davvero-consapevoli-di-cio-che-vogliono/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Jul 2012 09:46:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alexandra.Vasilenko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Technology]]></category>

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		<description><![CDATA[Vorrei condividere con voi uno studio che ho ottenuto come membro della CTAM (Cable &#38; Telecommunication Association for Marketing). Potete consultarlo qui. Come con tutti i dati di una ricerca, è necessario sovrapporre ogni informazione con le conoscenze personali derivate dalla propria esperienza di consumatore. Per quanto mi riguarda, questi dati mi suonano famigliari&#8230; non tanto la segmentazione, quanto piuttosto il sovrapporsi dei bisogni e dei comportamenti, che dimostra che circa il 25% della popolazione degli Stati Uniti ha tagliato i fili, o addirittura non ne è mai stato dipendente.   Gli onnivori (coloro che usufruiscono di contenuti da molteplici fonti) costituiscono forse l&#8217;unico segmento comportamentale che è ancora collegato ai fili, ma che non ne dipende completamente. Vorrei fare alcune considerazioni sulla segmentazione prima di esporre ciò che è stato osservato a proposito degli elementi più importanti dell&#8217;esperienza TV. Lavoro nell&#8217;industria dei media da più di 20 anni e ho visto più di un miliardo di studi di segmentazione; ok, &#8230; <a class="more" href="http://www.kitd.it/2012/07/i-consumatori-sono-davvero-consapevoli-di-cio-che-vogliono/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4542" title="glee" src="http://www.kitd.it/wp-content/uploads/2012/07/glee.jpg" alt="" width="300" height="219" /></p>
<p>Vorrei condividere con voi uno studio che ho ottenuto come membro della CTAM (Cable &amp; Telecommunication Association for Marketing). <a href="http://www.cmbinfo.com/cmb-cms/wp-content/uploads/2012/06/CTAM_WP_Final.pdf" target="_blank">Potete consultarlo qui</a>.</p>
<p>Come con tutti i dati di una ricerca, è necessario sovrapporre ogni informazione con le conoscenze personali derivate dalla propria esperienza di consumatore. Per quanto mi riguarda, questi dati mi suonano famigliari&#8230; non tanto la segmentazione, quanto piuttosto il sovrapporsi dei bisogni e dei comportamenti, che dimostra che circa il 25% della popolazione degli Stati Uniti ha tagliato i fili, o addirittura non ne è mai stato dipendente.   Gli onnivori (coloro che usufruiscono di contenuti da molteplici fonti) costituiscono forse l&#8217;unico segmento comportamentale che è ancora collegato ai fili, ma che non ne dipende completamente.</p>
<p>Vorrei fare alcune considerazioni sulla segmentazione prima di esporre ciò che è stato osservato a proposito degli elementi più importanti dell&#8217;esperienza TV. Lavoro nell&#8217;industria dei media da più di 20 anni e ho visto più di un miliardo di studi di segmentazione; ok, magari non proprio un miliardo, ma avete afferrato l&#8217;idea. I parametri in base ai quali possiamo segmentare l&#8217;umanità sono così tanti, che io non sono mai stato un sostenitore di questo metodo. Anche se ho usato simili dati per determinare la programmazione, questo metodo non è mai stato il mio vangelo. Sapete perché? Perché gli esseri umani sono imprevedibili. Io potrei tranquillamente far parte di ognuno dei segmenti, a seconda del mio umore, al momento della giornata, al mio budget, ecc. Ecco il perché: in fin dei conti, la programmazione è una forma d&#8217;arte e i dati vi porteranno solo fino a un certo punto.</p>
<p>Se ci fossimo affidati solamente ai dati, non si sarebbe mai trasmesso Glee, dato che i &#8220;musical televisivi non funzionano&#8221;. E invece funzionano eccome, quando trovi il mix giusto. C&#8217;era una volta non sarebbe mai dovuto diventare il successo che è diventato, se si fossero tenuti in considerazione soltanto i dati sulle serie fantasy/fiabesche&#8230; e invece è una delle fiction più popolari della ABC. Quindi, i dati sono importanti, ma bisogna essere certi di usarli come integrazione a ciò che sappiano sul mondo reale,  poiché le persone non sanno davvero cosa vogliono guardare finché non lo guardano, o finché qualcuno non glielo presenta in modo attraente.</p>
<p>Diamo ora un&#8217;occhiata a ciò che lo studio ci dice a proposito degli elementi che contano di più nella TV experience.  I primi 8 sono:</p>
<p>•    Il budget<br />
•    I contenuti principali<br />
•    La fascia oraria<br />
•    La semplicità<br />
•    La personalizzazione<br />
•    La ricerca<br />
•    La navigazione<br />
•    I contenuti più attuali.</p>
<p>Ciò non mi sorprende affatto: quante volte abbiamo sentito ripetere &#8220;Voglio i contenuti migliori al miglior prezzo, quando e dove mi pare&#8221; o &#8220;Voglio poter trovare ciò che cerco nel modo più semplice&#8221;!</p>
<p>Consideriamo ora gli elementi meno importanti: la familiarità, la qualità, l’integrazione, i contenuti che si guardano in streaming o a noleggio, i consigli, i contenuti che si posseggono, e la mobilità.</p>
<p>Siete sorpresi?</p>
<p>Lavorando nel settore della tecnologia da più di 3 anni,  so bene che si parla sempre di consigli e mobilità. Eppure, secondo questo studio, per i consumatori queste caratteristiche non costituiscono necessità di prim&#8217;ordine. E quindi, mettiamo queste cose da parte senza prenderle in considerazione? Ovviamente no, dato che entrambe le caratteristiche diventeranno sempre più importanti fino ad arrivare al consumatore nel modo giusto. Il problema è che non sfruttiamo ancora questi elementi nel modo migliore, ed è per questo che i consumatori non sanno ciò di cui hanno bisogno. Come per Glee e C&#8217;era una volta, anche gli elementi &#8220;consigli&#8221; e &#8220;mobilità&#8221; diventeranno popolari, una volta che sarà messo a punto il giusto mix.</p>
<p><strong>Scritto da Laura Frankel</strong></p>
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		<item>
		<title>La E-TV nell&#8217;era della personalizzazione</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jul 2012 09:12:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alexandra.Vasilenko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Technology]]></category>

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		<description><![CDATA[Adland ha sempre sognato un mondo dove gli spettatori potessero stare comodi di fronte al loro televisore e comprare qualsiasi cosa, dall&#8217;aspirina a uno zerbino, con un semplice clic di telecomando. A questa possibilità è stato addirittura dato un nome: &#8220;Il maglione di Jennifer Aniston&#8221;, dall&#8217;ipotetica situazione in cui gli spettatori di Friends possono comprare il capo indossato dalla star della sit-com nel momento stesso in cui lo vedono. Solo che questo non accadrà mai. Affinché l&#8217;esperienza &#8220;il maglione di Jennifer Aniston&#8221; sia possibile, dovrebbe davvero trattarsi di un singolo clic, altrimenti sarebbe troppo dispersivo e distoglierebbe lo spettatore dal programma, cosa che il pubblico considera negativa. E la realtà dei fatti è che ci sono davvero pochissimi prodotti che possono essere comprati d&#8217;impulso. Infatti, è sempre necessario fare delle scelte: che colore? che taglia? dove deve essere consegnato? vuole che sia spedito la notte stessa? Prima che abbiate preso tutte queste decisioni, Chandler ha già chiesto a Monica di &#8230; <a class="more" href="http://www.kitd.it/2012/07/la-e-tv-nellera-della-personalizzazione/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4537" title="e-tv" src="http://www.kitd.it/wp-content/uploads/2012/07/e-tv.jpg" alt="" width="245" height="266" /></p>
<p>Adland ha sempre sognato un mondo dove gli spettatori potessero stare comodi di fronte al loro televisore e comprare qualsiasi cosa, dall&#8217;aspirina a uno zerbino, con un semplice clic di telecomando. A questa possibilità è stato addirittura dato un nome: &#8220;Il maglione di Jennifer Aniston&#8221;, dall&#8217;ipotetica situazione in cui gli spettatori di Friends possono comprare il capo indossato dalla star della sit-com nel momento stesso in cui lo vedono.</p>
<p>Solo che questo non accadrà mai.</p>
<p>Affinché l&#8217;esperienza &#8220;il maglione di Jennifer Aniston&#8221; sia possibile, dovrebbe davvero trattarsi di un singolo clic, altrimenti sarebbe troppo dispersivo e distoglierebbe lo spettatore dal programma, cosa che il pubblico considera negativa. E la realtà dei fatti è che ci sono davvero pochissimi prodotti che possono essere comprati d&#8217;impulso. Infatti, è sempre necessario fare delle scelte: che colore? che taglia? dove deve essere consegnato? vuole che sia spedito la notte stessa? Prima che abbiate preso tutte queste decisioni, Chandler ha già chiesto a Monica di sposarlo, e ve lo siete perso.</p>
<p>Molto più probabile è invece una &#8220;second screen experience&#8221; che permetta allo spettatore di tornare indietro, dopo un programma, per comprare i prodotti che ha visto nello show o negli spazi pubblicitari. Si tratta di un&#8217;esperienza molto più naturale. (Beh, naturale per il 2012.) Permette di confrontare, leggere opinioni, &#8220;pinnare&#8221; un prodotto su Pinterest o aggiungerlo a una lista dei desideri, comportamenti che sono diventati parte essenziale dello shopping online.</p>
<p>I MVPD (video distributori multicanale di programmi) proprietari delle app avrebbero la possibilità di fare pagare uno spazio e persino di vendere annunci che siano linkati al sito web del programma. I marchi avrebbero la possibilità di avere l&#8217;esclusiva su un programma (per esempio, tutte le donne che recitano in Friends indosserebbero capi di Banana Republic, il quale comprerebbe uno spazio sull&#8217;applicazione second screen che trasmette il programma.) Potrebbero pubblicizzare la loro pagina durante un programma e persino fare indossare i loro capi ai personaggi di altri show, mostrando poi i diversi outfit in un&#8217;unica pagina.</p>
<p>Potrebbe essere una grande opportunità per le case automobilistiche, che potrebbero mettere in mostra ognuno dei loro modelli in programmi diversi per poi indirizzare gli spettatori su un unico second screen che mostri tutte le auto. Questa attività potrebbe anche aiutare i network a vendere le loro serie, visto che gli spettatori hanno la possibilità di scoprire nuovi programmi mentre stanno facendo shopping.</p>
<p><strong>E tutto ciò riguarda soltanto la collocazione. Se aggiungiamo il sondaggio dei telespettatori, ci troveremo di fronte a un cambiamento ancora più rivoluzionario.</strong></p>
<p>Come io e <a href="http://www.kitd.com/bio/alex-blum/" target="_blank">Alex Blum</a> abbiamo osservato nel nostro articolo <a href="http://www.kitd.com/2012/03/the-nielsen-myth/" target="_blank">Il mito di Nielsen</a>, lo sviluppo più eccitante portato dalla convergenza della televisione e di internet è la possibilità di rilevare con esattezza chi sono i telespettatori. Non soltanto quale gruppo familiare, ma chi, all&#8217;interno della famiglia, e quando, dove e con quale dispositivo. (Le second screen app saranno individuali, cosicchè ogni membro della famiglia avrà il proprio account.) Ciò consentirà di definire i target con più precisione, di tenere traccia delle attività e di mandare messaggi tempestivi (per esempio, non pubblicizzare eventi o promozioni che abbiano già avuto luogo nel periodo tra la registrazione del programma e la sua effettiva visione.) Consentirà anche di sviluppare &#8220;pubblicità doppie&#8221;: spot di 30 o 60 secondi sullo schermo principale con un link a uno spot sul secondo schermo più approfondito e ricco di informazioni.</p>
<p><strong>Ma è il potenziale della personalizzazione ciò che cambia davvero le carte in tavola.</strong></p>
<p>Oltre a evitare di pubblicizzare assorbenti a ragazzi di 16 anni, la personalizzazione farà sì che il vostro televisore (o, più precisamente, la vostra app guida social TV) vi possa consigliare prodotti e servizi basandosi sul vostro background. Gli algoritmi prenderanno in considerazione i vostri acquisti, i vostri preferiti, ciò che avete guardato con più interesse e i programmi che vi piacciono, così come i programmi che guardano i vostri amici e il budget che sembra sia a vostra disposizione.</p>
<p>Avrete infatti anche l&#8217;opzione di condividere le informazioni sulla carta di credito associata al vostro account, affinché i consigli riflettano la totalità dei vostri acquisti. (Sì, ci sono le problematiche legate alla privacy, ma la maggior parte degli utenti non sarà infastidita più di tanto dal fatto che il MVPD sappia che hanno preso una pizza da Gino&#8217;s o che hanno comprato un paio di Nike. Anche perché gli utenti sono trattati come numeri, non sono associati al loro nome.)</p>
<p><strong>Ma un attimo! C&#8217;è di più!</strong></p>
<p>Gli MVPD possono negoziare al posto dei clienti. Quindi, tornando al maglione di Jennifer Aniston, mettiamo che il network operator U-verse possa comunicare a Banana Republic che 20.000 donne, dai 18 ai 34 anni, hanno comprato dei vestiti da Banana Republic negli ultimi sei mesi, e che è probabile che tutte abbiano visto Friends  quella settimana. Il network operator può offrire a Banana Republic uno spazio pubblicitario scontato se il rivenditore accetta di concedere agli abbonati a U-verse uno sconto del 20% sul maglione di Jennifer Aniston.</p>
<p>Tutti ne escono vincitori: Banana Republic si rifarà con il volume di vendite di ciò che ha perso di margine, mentre U-verse si guadagna la fedeltà dei suoi utenti che riconoscono il valore aggiunto di essere abbonati a U-verse.</p>
<p>Con le partnership e la pubblicità sui second screen che guadagnano fette sempre più grandi dei budget per la pubblicità, l&#8217;interrogativo più grande è: alla fine, chi controllerà il processo degli acquisti? I servizi TV tradizionali o i quelli nuovi via internet? In ogni caso, ci sono discussioni da fare, e sono le aziende televisive che hanno particolarmente investito nel settore digitale. Ma il nuovo scenario è troppo diverso per poter scommettere su un settore piuttosto che sull&#8217;altro, ed è del tutto possibile che emerga un servizio completamente nuovo. Si tratta ora di un oceano vastissimo, poiché solo pochissimi dei colossi pubblicitari comprano i propri media, e di conseguenza cercheranno qualcuno che li guidi attraverso i cambiamenti che la crescita dei second screen si porterà dietro.</p>
<p>Chi ne trarrà i maggior benefici siamo noi, i consumatori. Con la personalizzazione, potremmo davvero iniziare a considerare la pubblicità utile, e non più invadente.  (Pensate ai cataloghi: anche se non volete comprare nulla, sono abbastanza divertenti da sfogliare. È questa la reazione che le nuove forme di pubblicità cercano di innescare.) E non saremo costretti guardare per sessanta secondi un gruppo di anziani che fanno tai chi mentre l&#8217;annunciatore avverte che Ubiquitix può causare diarrea, sudorazione o morte prematura.</p>
<p>Questo vale, già da solo, il prezzo del biglietto.</p>
<p><strong>Scritto da <a href="http://www.kitd.com/author/alan-wolk/" target="_blank">Alan Wolk</a></strong></p>
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		<title>A cosa stanno pensando Google e Intel? (Forse alla stessa cosa).</title>
		<link>http://www.kitd.it/2012/06/a-cosa-stanno-pensando-google-e-intel-forse-alla-stessa-cosa/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Jun 2012 11:25:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alexandra.Vasilenko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Technology]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella stampa di settore si sono rincorse numerose voci relative alla preparazione, da parte di Intel e Google, del lancio di decoder come trampolino per i propri MSO virtuali. Se trovano qualcuno disposto a vender loro i diritti dei contenuti, è fatta. Ma, problemi ovvi a parte, le grandi TV a pagamento dovrebbero preoccuparsi della nuova concorrenza? Secondo me, probabilmente no. Sapete invece chi è che dovrebbe preoccuparsi? TiVo. Mi spiego: come ho detto ripetutamente per un po&#8217;, la primissima cosa di cui ha bisogno l&#8217;utente di un MSO virtuale è una connessione a Internet. E l&#8217;utente da dove la prende? Ma dal provider della TV a pagamento ovviamente! La stragrande maggioranza (oltre il 90%, se siete clienti FIOS) si collega a Internet tramite la stessa azienda che vende loro il servizio televisivo. Quel pacchetto consente risparmi considerevoli e nessun limite di banda. Google ha impiegato del tempo a cablare Kansas City con un servizio Internet ultra super rapido. Ma, &#8230; <a class="more" href="http://www.kitd.it/2012/06/a-cosa-stanno-pensando-google-e-intel-forse-alla-stessa-cosa/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4497" title="Napoleon" src="http://www.kitd.it/wp-content/uploads/2012/06/Napoleon-300x283.jpg" alt="" width="261" height="246" /><br />
Nella stampa di settore si sono rincorse numerose voci relative alla preparazione, da parte di Intel e Google, del lancio di decoder come trampolino per i propri MSO virtuali.</p>
<p>Se trovano qualcuno disposto a vender loro i diritti dei contenuti, è fatta.</p>
<p>Ma, problemi ovvi a parte, le grandi TV a pagamento dovrebbero preoccuparsi della nuova concorrenza?</p>
<p>Secondo me, probabilmente no. Sapete invece chi è che dovrebbe preoccuparsi?</p>
<p>TiVo.</p>
<p>Mi spiego: come ho detto ripetutamente per un po&#8217;, la primissima cosa di cui ha bisogno l&#8217;utente di un MSO virtuale è una connessione a Internet. E l&#8217;utente da dove la prende? Ma dal provider della TV a pagamento ovviamente! La stragrande maggioranza (oltre il 90%, se siete clienti FIOS) si collega a Internet tramite la stessa azienda che vende loro il servizio televisivo. Quel pacchetto consente risparmi considerevoli e nessun limite di banda.</p>
<p>Google ha impiegato del tempo a cablare Kansas City con un servizio Internet ultra super rapido. Ma, come Verizon ha scoperto con FIOS, gli Stati Uniti sono un grande Paese e il cablaggio di singole case ed edifici con una connessione a Internet super rapida è un lavoro molto lungo. Intendo, nell&#8217;ordine di decenni.</p>
<p>Intel, d&#8217;altro canto, non ha nemmeno questo. Possiede solo un decoder e un sogno. Ah, e una sussidiaria chiamata Intel Media:&#8221;<a href="http://www.fierceiptv.com/story/intel-reportedly-ready-launch-set-top-box-deliver-virtual-tv-service/2012-06-11" target="_blank">un gruppo con il mandato di procurare contenuti per le piattaforme basate su Intel</a>&#8220;.</p>
<p>Contenuti che verranno probabilmente mostrati su&#8230; cosa? Sulla loro rete alla quale Comcast concederà banda per magia? Ne dubito.</p>
<p>Prevedo che Intel produrrà e venderà a Comcast il proprio decoder che, a quanto pare, ha la capacità di rilevare chi è in ascolto e di ordinarlo per età e sesso. E i consumatori potrebbero essere attirati da un decoder che ha &#8220;Intel Inside&#8221;. Ma i contenuti? Che credibilità possiede Intel come distributore di contenuti? La vendita o la concessione in licenza della funzione di raccolta dati sembra avere più senso del tentare di diventare la nuova Cablevision.</p>
<p>Ma io che ne so?</p>
<p>Google, da parte sua, ha sondato il terreno dei contenuti con YouTube. (Okay, YouTube l&#8217;hanno comprata, ma non cambia molto). Tutto qui. Hanno una rete di pubblicità che può interessare i canali. (Oppure no: questi possono decidere che gli algoritmi di Google siano ottimi per la ricerca di termini ma non per la ricerca di canali). Dispongono inoltre di miliardi di dollari per l&#8217;acquisto di contenuti. Ma al di là di Kansas City, dove possono offrire l&#8217;ultra mega Internet, qual è l&#8217;attrattiva? I contenuti funzioneranno sui vari tablet e telefonini Android? Questo, realisticamente, significa che solo gli ultimissimi telefoni saranno in grado di leggere tali contenuti e la qualità del servizio varierà enormemente da un provider all&#8217;altro. Significa inoltre che questo progetto morirebbe nella culla.</p>
<p>Credo in realtà che Google voglia semplicemente realizzare un decoder che riunisca tutta la sua esperienza di raccolta dati e la metta al servizio di pubblicitari e produttori di contenuti. Se vogliono, potrebbero anche integrarlo con G+ e Gmail. Basta che non cerchino di diventare come Verizon (e perché hanno speso così tanto denaro nell&#8217;acquisto di Morotola se l&#8217;obiettivo era un altro?).</p>
<p>TiVo dovrebbe preoccuparsi (un po&#8217;) perché, anche se può realizzare un DVR anziché un decoder, è stata a lungo l&#8217;unico attore sul mercato. Molte altre aziende producono i DVR, ma nessuno li ha innovati come TiVo.</p>
<p>Data la tendenza dei consumatori di riunire decoder e DVR, un dispositivo Google o Intel sarebbe visto da clienti e provider come un sostituto di TiVo, con funzioni più forti di integrazione dei dati e una previsione finanziaria più rosea.</p>
<p>E per TiVo potrebbe essere un problema.</p>
<p><span style="color: red;">AGGIORNAMENTO – 13.06.12: secondo il Wall Street Journal il Dipartimento Statunitense della Giustizia si è accorto della morsa che le aziende di cablaggio stringono su Internet e sta cercando di capire se lo scopo dei limiti di banda e di altre misure è quello di &#8220;schiacciare la nascente concorrenza dei video online&#8221;.</span></p>
<p><strong>Scritto da <a title="Alan Wolk" href="http://www.kitd.com/category/alan-wolk/" target="_blank">Alan Wolk</a></strong></p>
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		<title>La cassetta di plastica arancione, ovvero riflessioni sul rapido passaggio di forze nel commercio al dettaglio e nella televisione</title>
		<link>http://www.kitd.it/2012/06/la-cassetta-di-plastica-arancione-ovvero-riflessioni-sul-rapido-passaggio-di-forze-nel-commercio-al-dettaglio-e-nella-televisione/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Jun 2012 10:46:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alexandra.Vasilenko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Technology]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche settimana fa volevo comprare una cassetta di plastica arancione da usare per buttare i giornali usati e, come tanti consumatori oggigiorno, sono andato online per cercarne una tramite Google. Ripensandoci, mi sono reso conto che la mia decisione rifletteva una vera ondata di cambiamento nei comportamenti dei consumatori, i quali implicano alcune decisioni specifiche. Prima di Internet mi sarei recato in un negozio, come Target o Bed, Bath &#38; Beyond e avrei scelto una delle loro cassette di plastica. Se fossi stato proprio deciso a trovarne una arancione, avrei continuato la mia ricerca di negozio in negozio. La quantità di tempo e denaro spesa per la ricerca sarebbe stata direttamente proporzionale al mio desiderio di avere una cassetta di plastica arancione. Oggi questo paradigma si è rovesciato. È abbastanza facile reperire una cassetta arancione online. La mia decisione fondamentale ora è: &#8220;Il prezzo supera il mio desiderio di una cassetta arancione?&#8221; Si tratta di un cambiamento significativo che dà &#8230; <a class="more" href="http://www.kitd.it/2012/06/la-cassetta-di-plastica-arancione-ovvero-riflessioni-sul-rapido-passaggio-di-forze-nel-commercio-al-dettaglio-e-nella-televisione/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4492" title="orang-crate-final" src="http://www.kitd.it/wp-content/uploads/2012/06/orang-crate-final.jpg" alt="" width="179" height="180" /></p>
<p>Qualche settimana fa volevo comprare una cassetta di plastica arancione da usare per buttare i giornali usati e, come tanti consumatori oggigiorno, sono andato online per cercarne una tramite Google.</p>
<p>Ripensandoci, mi sono reso conto che la mia decisione rifletteva una vera ondata di cambiamento nei comportamenti dei consumatori, i quali implicano alcune decisioni specifiche.</p>
<p>Prima di Internet mi sarei recato in un negozio, come Target o Bed, Bath &amp; Beyond e avrei scelto una delle loro cassette di plastica. Se fossi stato proprio deciso a trovarne una arancione, avrei continuato la mia ricerca di negozio in negozio. La quantità di tempo e denaro spesa per la ricerca sarebbe stata direttamente proporzionale al mio desiderio di avere una cassetta di plastica arancione.</p>
<p>Oggi questo paradigma si è rovesciato. È abbastanza facile reperire una cassetta arancione online. La mia decisione fondamentale ora è: &#8220;Il prezzo supera il mio desiderio di una cassetta arancione?&#8221;</p>
<p>Si tratta di un cambiamento significativo che dà ai consumatori più potere: i commercianti non sono più nella posizione di dire:&#8221;Questo è ciò che abbiamo in vendita. Quale desidera?&#8221; Piuttosto, è il consumatore che ora ha un potere simile, perché può chiedere: &#8220;Ecco cosa voglio comprare. Ce l&#8217;ha disponibile ad un buon  prezzo ?&#8221;</p>
<p>La stessa dinamica si svolge nel mondo della televisione. Una volta le TV a pagamento dicevano agli spettatori:&#8221;Questo è ciò che mandiamo in onda. O lo guardate o cambiate canale.&#8221; Ma ora che il telespettatore ha il telecomando dalla parte del manico, la domanda diventa: &#8220;Questo è ciò che voglio vedere. Ce l&#8217;avete a disposizione?&#8221; Il prezzo è direttamente correlato al desiderio dello spettatore di guardare quello spettacolo o quel film. Quindi, pagare una sottoscrizione per una versione senza pubblicità del proprio programma preferito diventa un&#8217;opzione possibile. La TV zeppa di pubblicità va bene per quei programmi dove non senti altro che rumore di fondo. Ma, come detto, spetta al venditore l&#8217;onere di proporre qualcosa desiderabile dal compratore, e di prezzarlo e confezionarlo in modo attraente.</p>
<p>Se da un lato questo può sembrare la normalità, in realtà non lo è e siamo ancora in attesa di vedere l&#8217;effetto completo di questo radicale mutamento di forze, sia nel commercio al dettaglio che nella televisione.</p>
<p><strong>Scritto da <a title="Alan Wolk" href="http://www.kitd.com/category/alan-wolk/" target="_blank">Alan Wolk</a></strong></p>
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		<title>Nettare per le api: come gli operatori di Internet pensano di trattenere la clientela</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jun 2012 10:39:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alexandra.Vasilenko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Technology]]></category>

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		<description><![CDATA[Verizon FIOS ha di recente annunciato i suoi piani di upgrade delle velocità offerte ai clienti residenziali (anche se, per tradizione, questa funzione accoglieva gli utenti registrati con una pagina di arrivo che, una volta cliccata, conduceva a una pagina morta. Nota per FIOS: aggiungete la pagina di arrivo per ultima, dopo che avete lanciato le altre pagine. Una specie di porta, per intenderci). A parte gli errori dei siti web, la cosa veramente interessante di quest&#8217;annuncio è che si tratta di un altro passo nei piani degli operatori di Internet per impedire agli utenti di tagliare la corda. Infatti i prezzi di Verizon rendono più costoso avere Internet ad alta velocità come singolo prodotto piuttosto che come componente di un pacchetto che include TV e telefono. (il prezzo di FierceCable per un servizio 50/20 è di soli 140 dollari al mese. Pago meno per un Internet 50/20 più il pacchetto TV (HBO e Showtime) e telefono. Quando aderii all&#8217;offerta, &#8230; <a class="more" href="http://www.kitd.it/2012/06/nettare-per-le-api-come-gli-operatori-di-internet-pensano-di-trattenere-la-clientela/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4487" title="flies with honey" src="http://www.kitd.it/wp-content/uploads/2012/06/flies-with-honey.jpg" alt="" width="251" height="263" /></p>
<p>Verizon FIOS ha di recente annunciato i suoi piani di upgrade delle velocità offerte ai clienti residenziali (anche se, per tradizione, questa funzione accoglieva gli utenti registrati con una pagina di arrivo che, una volta cliccata, conduceva a una pagina morta. Nota per FIOS: aggiungete la pagina di arrivo per ultima, dopo che avete lanciato le altre pagine. Una specie di porta, per intenderci).</p>
<p>A parte gli errori dei siti web, la cosa veramente interessante di quest&#8217;annuncio è che si tratta di un altro passo nei piani degli operatori di Internet per impedire agli utenti di tagliare la corda. Infatti i prezzi di Verizon rendono più costoso avere Internet ad alta velocità come singolo prodotto piuttosto che come componente di un pacchetto che include TV e telefono.</p>
<p>(il prezzo di <a href="http://www.fiercecable.com/story/verizon-double-speed-premium-fios-internet-tiers/2012-05-30?utm_medium=nl&amp;utm_source=internal" target="_blank">FierceCable</a> per un servizio 50/20 è di soli 140 dollari al mese. Pago meno per un Internet 50/20 più il pacchetto TV (HBO e Showtime) e telefono. Quando aderii all&#8217;offerta, ricordo che era più economico aggiungere una linea telefonica fissa).<br />
Ecco come ti convincono.</p>
<p>Desideri tutta quell&#8217;ampiezza di banda per poter guardare film, giocare, scaricare video e tutto il resto e poi poter tagliare la corda. E loro te lo daranno,  ma solo se ti tieni anche la corda.</p>
<p>Gli operatori di Internet non sono fessi. Conoscono i loro utenti perché controllano la fornitura (come detto in precedenza, circa il 94% degli utenti di FIOS hanno TV e Internet inclusi nel servizio). E il controllo della fornitura implica il controllo e la manipolazione dei prezzo in modo che sia più costoso andarsene.</p>
<p>Ecco perché è difficile vedere un MSO solo Internet offerto da qualcuno che non sia un provider esistente. Una semplice ipotesi al riguardo è sconcertante: ipotizziamo che Facebook voglia lanciare il proprio MSO Internet, abilitato per i social network, e che lo faccia pagare solo 25 dollari al mese. Bene. Però, da dove otterrò la connessione a Internet? Ah già, da FIOS. E mi faranno pagare un sacco se lascio il servizio TV per andare con Facebook.</p>
<p>Quindi cosa farò? Beh, se sono davvero appassionato di Facebook, prenderò quest&#8217;ultimo come componente aggiuntivo, come Netflix o HuluPlus. Potrà esserci qualche sovrapposizione fra i miei servizi, ma posso decidere che ne valga la pena solo per avere quelle belle funzioni in più che Facebook offre nel servizio TV.</p>
<p>Il che è proprio ciò che mi aspetto dallo sviluppo di queste reti solo web: i primi utenti vi aderiranno come aggiunta al servizio attuale e si concentreranno su ciò che è attraente e diverso, non su ciò che è identico.</p>
<p>Sapete già che la gente vi dirà: &#8220;Ormai non guardo più la televisione, ma solo Netflix.&#8221;</p>
<p>Tombola!</p>
<p><strong>Scritto da <a title="Alan Wolk" href="http://www.kitd.com/category/alan-wolk/" target="_blank">Alan Wolk</a></strong></p>
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		<title>KIT digital al RADIOTV forum di Roma</title>
		<link>http://www.kitd.it/2012/06/kit-digital-al-radiotv-forum-di-roma/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Jun 2012 14:29:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alexandra.Vasilenko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Events]]></category>

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		<description><![CDATA[KIT digital è stata a Roma per presentare le proprie soluzioni tecnologiche video presso il RADIOTV Forum di Aeranti-Corallo. Al Forum le nostre presentazioni si sono concentrate sui servizi BSI, caratterizzati dall’esperienza e dalla competenza settoriale della Megahertz Systems, acquistata da KIT digital nel 2010. Siamo specializzati nella creazione di unità personalizzate di trasmissione mobile con connessione a banda larga, che vanno dagli agili e rapidi furgoni multicamera DSGN ai furgoni di grandi dimensioni per le riprese televisive esterne, alle sale regia, sale stampa e alle soluzioni media digitali, audiovisive e informatiche. Abbiamo creato oltre 250 veicoli OB utilizzati in tutto il mondo per diverse applicazioni. KIT digital punta sui propri impianti di produzione al fine di ridurre i costi ed eseguire la maggior parte dei progetti direttamente in azienda. Oltre a presentare le soluzioni BSI, abbiamo illustrato le ultime novità della piattaforma di gestione video, disponibile in due versioni: KIT Cosmos e Kit Cloud. KIT Cosmos supporta soluzioni IPTV &#8230; <a class="more" href="http://www.kitd.it/2012/06/kit-digital-al-radiotv-forum-di-roma/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-4475" title="RTVF_2012small" src="http://www.kitd.it/wp-content/uploads/2012/06/RTVF_2012small-241x300.jpg" alt="" width="213" height="264" /></p>
<p>KIT digital è stata a Roma per presentare le proprie soluzioni tecnologiche video presso il RADIOTV Forum di Aeranti-Corallo. Al Forum le nostre presentazioni si sono concentrate sui servizi BSI, caratterizzati dall’esperienza e dalla competenza settoriale della Megahertz Systems, acquistata da KIT digital nel 2010. Siamo specializzati nella creazione di unità personalizzate di trasmissione mobile con connessione a banda larga, che vanno dagli agili e rapidi furgoni multicamera DSGN ai furgoni di grandi dimensioni per le riprese televisive esterne, alle sale regia, sale stampa e alle soluzioni media digitali, audiovisive e informatiche. Abbiamo creato oltre 250 veicoli OB utilizzati in tutto il mondo per diverse applicazioni. KIT digital punta sui propri impianti di produzione al fine di ridurre i costi ed eseguire la maggior parte dei progetti direttamente in azienda.</p>
<p>Oltre a presentare le soluzioni BSI, abbiamo illustrato le ultime novità della piattaforma di gestione video, disponibile in due versioni: KIT Cosmos e Kit Cloud. KIT Cosmos supporta soluzioni IPTV complesse e ad alta qualità di trasmissione per emittenti e network operator. KIT Cloud è sinonimo di “chiavi in mano”, una piattaforma video cloud-based che consente agli utenti di gestire, monetizzare e rendere pubblici i propri contenuti video.</p>
<p>Associando l’offerta di un software video IP centrale a servizi BSI, KIT digital fornisce servizi sempre più preziosi in Italia e all’estero. L’azienda offre soluzioni e servizi che supportano attivazioni TV multiscreen a banda larga e ad alta qualità di trasmissione, interazioni sociali su second screen, integrazioni di sistemi di trasmissione e altro ancora.</p>
<p>Se non sei riuscito ad assistere alle dimostrazioni dei nostri prodotti durante il forum, puoi ancora  contattarci all’indirizzo email  <a href="mailto:emea.sales@kit-digital.com" target="_blank">emea.sales@kit-digital.com</a> per richiedere comodamente una  demo gratuita.</p>
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		<title>Сonnected TV – che tipo di esperienza?</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jun 2012 14:23:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alexandra.Vasilenko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Technology]]></category>

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		<description><![CDATA[Gestione delle aspettative del cliente L’aumento dell’utilizzo di TV connesse, smartphone, tablet e console sempre più  eccellenti veloci e raffinati, in un mercato del video ed applicazioni di intrattenimento in crescita, indica ancora oggi l’esistenza di una domanda significativa da parte del consumatore, il quale ricerca il miglior contenuto nel modo più comodo possibile. Tuttavia, nonostante il rapido incremento della quantità di applicazioni video pubblicate giornalmente, molte presentano ancora problemi  nei più semplici utilizzi,  tra i più fastidiosi quelli  legati alla navigazione, alla selezione del contenuto e ai tempi di caricamento. I consumatori, affascinati dalle campagne di marketing che promettono rivoluzioni digitali, esperienze di second screen senza precedenti e visualizzazioni TV mai viste, continuano a nutrire alte aspettative sulle applicazioni e sui servizi con cui entrano in contatto. In realtà, per il momento, i consumatori si servono di connessioni lente, in attesa di utilizzarle nel pieno delle loro potenzialità. E’ frustrante, non sempre perdonabile, ma comprensibile; l’aspetto peggiore tra tutti &#8230; <a class="more" href="http://www.kitd.it/2012/06/%d1%81onnected-tv-%e2%80%93-che-tipo-di-esperienza/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-4470" title="Connected TV" src="http://www.kitd.it/wp-content/uploads/2012/06/Connected-TV-300x215.png" alt="" width="282" height="202" /></p>
<p><strong>Gestione delle aspettative del cliente</strong></p>
<p>L’aumento dell’utilizzo di TV connesse, smartphone, tablet e console sempre più  eccellenti veloci e raffinati, in un mercato del video ed applicazioni di intrattenimento in crescita, indica ancora oggi l’esistenza di una domanda significativa da parte del consumatore, il quale ricerca il miglior contenuto nel modo più comodo possibile. Tuttavia, nonostante il rapido incremento della quantità di applicazioni video pubblicate giornalmente, molte presentano ancora problemi  nei più semplici utilizzi,  tra i più fastidiosi quelli  legati alla navigazione, alla selezione del contenuto e ai tempi di caricamento.</p>
<p>I consumatori, affascinati dalle campagne di marketing che promettono rivoluzioni digitali, esperienze di second screen senza precedenti e visualizzazioni TV mai viste, continuano a nutrire alte aspettative sulle applicazioni e sui servizi con cui entrano in contatto. In realtà, per il momento, i consumatori si servono di connessioni lente, in attesa di utilizzarle nel pieno delle loro potenzialità. E’ frustrante, non sempre perdonabile, ma comprensibile; l’aspetto peggiore tra tutti è l’interfaccia utente, piuttosto mediocre, che ha spinto i consumatori a scegliere il prodotto sbagliato… per non parlare della connessione lenta e poi, della scoperta che non era ciò che desideravano all’inizio!</p>
<p>Le sperimentazioni di basso livello hanno come conseguenza la perdita dei clienti. Al contrario, le sperimentazioni di buon livello fidelizzano i clienti e comportano una differenziazione dei servizi all’interno di un mercato competitivo e turbolento.</p>
<p><strong>Suggerimenti utili per la progettazione di esperienze</strong></p>
<p>Per la costruzione di un’applicazione, è bene tener presente che il D-Pad* ha diversi inviti all’uso o “affordance”:</p>
<ul>
<li>La selezione può avvenire solo in 4 modi (SU, GIÙ, SINISTRA, DESTRA)</li>
<li>La concezione dello spazio di progettazione deve supportare le limitazioni del D-pad</li>
</ul>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-4469" title="Dpad" src="http://www.kitd.it/wp-content/uploads/2012/06/Dpad-300x195.jpg" alt="" width="284" height="184" /></p>
<ul>
<li>La voce selezionata in fase di caricamento della pagina deve essere continua – gli utenti proveranno ad anticipare il caricamento a causa della lentezza dei dispositivi</li>
</ul>
<p>La progettazione di un’applicazione deve tenere conto della concezione spaziale in sincronia con il D-pad. E’ possibile visionare esempi dal vivo di iPlayer e WSJ su Panasonic e di YouTube su Samsung.</p>
<p><strong>Conoscenza del pubblico</strong></p>
<p>Gli utenti della Smart TV che scelgono di connettere i propri televisori, sono generalmente utenti giovani e avveduti , generalmente tendono a rappresentare la stessa categoria degli utenti dei tablet. Ciò significa che questi clienti desiderano un’interfaccia utente di alta qualità. iPad ha migliorato adeguatamente gli standard dell’esperienza utente per i competitor.</p>
<p>E’ importante prestare attenzione al fattore età per la creazione di una user experience semplice e intuitiva simile a quella utilizzata per gli smartphone e i tablet, per lo schermo da 10ft.</p>
<p>Il possesso di un’applicazione in grado di supportare la conoscenza dei contenuti, le caratteristiche social, le informazioni sull’account, i preferiti e le opzioni pubblicitarie su un ”companion device”  che utilizza la TV solo per la visualizzazione, ridurrà significativamente i tempi di caricamento televisivo.  La sua raffinata evoluzione controlla se l’applicazione è connessa in modo tale da adattare opportunamente il display e consentire agli utenti sprovvisti di applicazione, di accedere ai contenuti e ad alcune semplici caratteristiche. La semplificazione dell&#8217;interfaccia utente della TV implica anche una fruibilità ottimale.</p>
<p><strong>Connected TV attraverso la user experience: problematiche ed eventuali soluzioni</strong></p>
<p>Indubbiamente, il bisogno di velocità della connected TV e la riduzione dei tempi di caricamento miglioreranno la fruibilità. Panasonic ha già annunciato che la sua nuova TV sarà dual core.</p>
<p>Il contenuto deve essere al passo con la tecnologia a schermo piatto. Per i telespettatori, non c’è niente di più scoraggiante che cercare infinite categorie e sottocategorie.</p>
<p>Ancora oggi, una delle sfide più importanti per la fruibilità e l’esperienza d’uso è la ricerca di un modello di navigazione semplice.   E’ implicito che il comportamento di navigazione interattivo deve essere sistematico e naturale.  Tra gli esempi più validi, l’iPlayer della TV Panasonic si distingue per la sua semplicità e magnifica esperienza d’uso.</p>
<p>La Social TV si sta rivelando l’attuale principale tendenza, se si tiene conto del fatto che i telespettatori richiedono semplicità nelle opzioni di condivisione e di accesso. E’ sufficiente un solo click per accedere al contenuto dalle bacheche di Facebook, dai tag di Twitter e dai check-in di FourSquare. Youtube su Samsung ne è un buon esempio.</p>
<p>Pertanto, ricapitolando, per creare un’applicazione di successo è necessario:</p>
<ul>
<li>tenere presente il target degli utilizzatori (giovani, appassionati di tecnologia e iPad dipendenti,</li>
<li>velocizzare i tempi di caricamento, spostando alcune funzioni importanti e complementari al ”companion device”,</li>
<li>semplificare la navigazione, rendendola intuitiva e in sintonia spaziale con il D-Pad.</li>
</ul>
<p>*Il D-pad (pad direzionale) è un comando quadridirezionale dotato di un pulsante per ogni direzione presente nei telecomandi, nei joystick, ecc.</p>
<p><strong>Scritto da Sarah Roberts, UX Director</strong></p>
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